mercoledì 29 giugno 2016

Scritti di Magistratura: distribuito l'Aggiornamento della Lista di Argomenti

Nella giornata di ieri abbiamo proceduto all'invio a coloro che risultano iscritti alla nostra Lista degli Argomenti Papabili l'aggiornamento alla luce della diffusione dei nomi dei membri della commissione di concorso.
 
Ricordiamo che l'Aggiornamento può essere acquistato separatamente dalla Lista degli Argomenti Papabili al costo di 109,00 euro (Iva compresa).
 
Per l'iscrizione alla Lista degli Argomenti invece il modulo da seguire è questo:
 
io sottoscritto............................................................. nato il............... a........... residente in..................... via............... n.......codice fiscale (o partita Iva)............. cell./tel.............chiedo di essere iscritto alla Lista degli Argomenti Papabili 2016 (o di acquistare il solo Aggiornamento).

Il modulo va stampato, compilato, firmato e scansionato e inviato insieme al "giustificativo del pagamento" a ilcorsistaonline@libero.it

Il pagamento può essere effettuato con bonifico alle seguenti coordinate:

Intestatario: Carfora Luigi
Codice Iban: IT06W0101074780100000003832.

In alternativa al bonifico bancario è possibile il pagamento con vaglia postale alle seguenti coordinate:

Avv. Luigi Carfora
via Brecciale, 9/A
81028 Santa Maria a Vico (CE)

Informazioni di contatto: ilcorsistaonline@libero.it o chiamate il 3318136066 (dal lunedì al sabato dalle ora 11.30 alle ore 18.30).

martedì 28 giugno 2016

SCRITTI DI MAGISTRATURA 2016: L'AVVISO DELLA COMMISSIONE SUI CODICI E IL COLORE DELLE PENNE DA USARE!

Quando mancano pochi giorni agli scritti del concorso in magistratura da 350 posti indetto con il d.m. 22-10-2015, il ministero della giustizia ha diffuso i consueti avvisi ai candidati, che ora riassumeremo brevemente. Il testo completo si trova QUI.
 
Sono state presentate in tutto 16.144 domande, circa 1.000 in più rispetto alle 15.143 domande dello scorso concorso. Richiamando quanto precisato in d.m. 18-02-2016, si rammenta che è fatto divieto assoluto di portare con sé:
 
- carta da scrivere;
- appunti;
- manoscritti;
- libri o pubblicazioni di qualunque genere non autorizzati;
- telefoni cellulari;
- agende elettroniche;
- qualsiasi strumento di memorizzazione di informazioni o trasmissione di dati;
 
Per rendere effettive le dette misure, le aule saranno sottoposte a schermatura per evitare comunicazioni di qualsiasi tipo con l'esterno (in passato, i commissari sono stati visti usare tranquillamente i loro cellulari!).
 
Non sarà consentito l'uso di borse di ogni tipo o dimensione. I candidati dovranno servirsi unicamente di borse trasparenti per alimenti o bevande. Non sarà previsto un servizio di guardaroba. I candidati dovranno lasciare altrove oggetti di cui non è permesso l'uso nelle aule delle prove. E' altresì fatto divieto assoluto di usare:
 
- post it;
- pennarelli di qualsiasi tipo, evidenziatori o matite.
 
L'uso di restrizioni così forti viene spiegato con la necessità di evitare che ricorrano segni di riconoscimento sui fogli. Il decreto precisa che i candidati dovranno usare penne di colore blu o nero, ma il tema dovrà essere scritto per intero sia sulla bella che sulla minuta con penne dello stesso colore! Si ricorda ancora che, per espressa indicazione del presidente della Commissione, è vietato prima della dettatura della traccia, utilizzare i fogli forniti per redigere appunti, schemi o annotazioni di ogni genere pena l'espulsione immediata. Questa misura è stata resa necessaria perché nello scorso concorso un candidato venne sorpreso a scrivere furiosamente prima dell'inizio della dettatura e tutti ebbero l'impressione che lo stesso fosse già venuto a conoscenza in qualche modo delle tracce.
 
Al termine della prova, ogni candidato, pena l’espulsione, dovrà consegnare sia la bella che la brutta copia, nonché restituire i fogli residui non utilizzati.
 
La parte più importante dell'Avviso riguarda i codici, la croce di questo concorso. E' inutile qui ripercorrere le tappe della guerra che ha visto l'amministrazione contro alcuni editori (Dike e Neldiritto) i cui codici in passato sono stati bloccati poiché gli indici contenevano a loro dire schemi che facilitavano la redazione dei temi! A ben vedere, la funzione di un indice bibliografico è proprio questa: facilitare la ricerca dei dati al fine di risolvere i problemi affrontati e nel caso di un tema, individuare le norme in connessione! Molti utenti, timorosi del rischio di non ammissione dei codici ci hanno chiamato (al riferimento telefonico 3318136066) e scritto al nostro indirizzo e-mail. Il comunicato non è preciso ribadendo i divieti senza le coordinate di indirizzo nella scelta dei codici, una scelta resa più complessa dagli strilloni sulle copertine dei volumi che recitano: ammessi al precedente concorso.
 
Ciò nonostante, il regolamento del concorso ha molte falle. Ad esempio, poiché è consentito portare fotocopie dei testi delle leggi senza limiti di pagine, è possibile che alcuni articoli siano stati sostituiti con il testo di appunti o brani di manuali per non parlare dei conciliaboli tra candidati durante le file ai bagni.
 
Vi ricordiamo che è ancora possibile l'acquisto della nostra Lista degli Argomenti Papabili:
 
La Lista è presente in due versioni:
 
- La Lista Ordinaria, che si compone di 15 argomenti (5 per ogni materia) e del testo completo delle sentenze di riferimento. Il costo è di 199,00 €.
 
- La Lista Potenziata, che si compone di 15 argomenti (5 per ogni materia), del testo completo delle sentenze di riferimento e di dispense esplicative Il costo è di 350,00 €.
 
Per l'iscrizione alla Lista degli Argomenti è necessario riempire il seguente modulo:

io sottoscritto............................................ nato il............... a........... residente in..................... via............... n....... codice fiscale (o partita Iva)............. cell./tel............. chiedo di essere iscritto/a alla Lista degli Argomenti Papabili (indicare se Ordinaria o Potenziata).

Il modulo va stampato, compilato in ogni parte, firmato, scansionato e inviato con il "giustificativo del pagamento" a ilcorsistaonline@libero.it

Il pagamento può essere effettuato mediante bonifico alle seguenti coordinate:

Intestatario: Carfora Luigi
Codice Iban: IT06W0101074780100000003832.

In alternativa al metodo mediante bonifico bancario è possibile effettuare il pagamento con vaglia postale alle seguenti coordinate:

Avv. Luigi Carfora
via Brecciale, 9/A
81028 Santa Maria a Vico (CE)

Informazioni di contatto: ilcorsistaonline@libero.it o chiamate il 3318136066 (dal lunedì al sabato dalle ore 11.30 alle ore 18.30).

venerdì 13 maggio 2016

LISTA DEGLI ARGOMENTI PAPABILI: IL 28 GIUGNO ARRIVA L'AGGIORNAMENTO!

Il 26 giugno 2016 sarà disponibile l'Aggiornamento della Lista degli Argomenti Papabili in versione ordinaria e potenziata. Esso sarà composto da 3 argomenti per ciascuna materia. L'aggiornamento sarà gratuito per coloro che sono già iscritti alla Lista, ma potrà essere acquistato in modo separato dai non iscritti al costo di 109,00 euro (Iva compresa).
 
Per avere l'aggiornamento gratuito sarà necessario acquistare la Lista degli Argomenti Papabili il cui costo è di 199,00 euro per la versione ordinaria e di 350,00 euro per la versione potenziata.

Per l'iscrizione alla Lista è necessario riempire il seguente modulo:

io sottoscritto............................................................. nato il............... a........... residente in..................... via............... n.......codice fiscale (o partita Iva)............. cell./tel.............chiedo di essere iscritto alla Lista degli Argomenti Papabili 2016 (o di acquistare il solo Aggiornamento).

Il modulo va stampato, compilato, firmato e scansionato e inviato insieme al "giustificativo del pagamento" a ilcorsistaonline@libero.it

Il pagamento può essere effettuato con bonifico alle seguenti coordinate:

Intestatario: Carfora Luigi
Codice Iban: IT06W0101074780100000003832.

In alternativa al bonifico bancario è possibile il pagamento con vaglia postale alle seguenti coordinate:

Avv. Luigi Carfora
via Brecciale, 9/A
81028 Santa Maria a Vico (CE)

Informazioni di contatto: ilcorsistaonline@libero.it o chiamate il 3318136066 (dal lunedì al sabato dalle ora 11.30 alle ore 18.30).

giovedì 12 maggio 2016

CONCORSO MAGISTRATURA TAR: LE DATE DEGLI SCRITTI!

Il 30 giugno inizierà il nostro nuovissimo Corso Ordinario di Magistratura Tar 2016-17! Nel frattempo, sono state confermate le date delle prove scritte per i giorni 26, 27, 28 e 29 luglio 2016. Il concorso era stato indetto con decreto del presidente del consiglio dei ministri del 29 dicembre 2014. Per avere maggiori informazioni sui nostri corsi in magistratura Ordinaria e Tar clicca qui.

mercoledì 11 maggio 2016

Antitrust: mega-multa alle compagnie energetiche

Una delle lamentele maggiori dei consumatori nei rapporti con le aziende che generano e distribuiscono energia è rappresentato dagli eccessivi costi delle bollette in relazione ai consumi stimati. Una condotta scorretta che implicava l'arrivo di fatture con costi non corrispondenti ai consumi effettivi. Nel luglio del 2015 è iniziata la riscossa con l'avvio di procedimento da parte dell'Autorità Antitrust conclusosi con l'inflizione di una multa di 14,5 milioni euro alle più note aziende di settore: Acea, Edison, Eni, Enel Energia e Servizio Elettrico.


Sono state stigmatizzate le pratiche aggressive delle compagnie che in seguito alle segnalazioni di consumi non corrispondenti a quelli reali, tardavano nella effettuazione dei controlli e nel correlativo rimborso senza rappresentare la possibilità di chiedere un rateizzo e applicando interessi di mora per ritardato pagamento. Le principali associazioni di settore hanno contestato le misure sanzionatorie dell'Antitrust giudicandole di importo irrisorio a fronte degli ingenti e abusivi incassi delle compagnie energetiche. Sarebbe opportuno che si predisponessero meccanismi sanzionatori più efficaci come la sospensione dell'autorizzazione ad operare nel mercato.

Se vuoi un consulto su questo artgomento clicca QUI.

martedì 10 maggio 2016

Ratei di mantenimento e decorrenza della prescrizione

Il diritto all'assegno di mantenimento si prescrive? Al quesito ha dato risposta il tribunale di Santa Maria Capua Vetere con la sentenza n. 925 del 1° marzo 2016. La vicenda ha preso origine dalla opposizione a precetto con cui Tizio ha contestato il diritto di Caia al pagamento delle somme dovute a titolo di mantenimento dal 2003 al 2013 facendo valere la prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c. A questo riguardo val la pena precisare che sia il diritto all'assegno di mantenimento che il diritto all'assegno divorzile non si prescrivono, ma si prescrivono i singoli ratei (in proposito, vedi Cass. Civ., III sezione, sentenza n. 23462/2009). Le due tipologie di obbligazioni hanno, infatti, ad oggetto prestazioni da ritenersi autonome, singole e periodiche.


La prescrizione inizia a decorrere non dal giorno in cui è stata pronunciata sentenza di separazione o divorzio bensì dal momento delle singole scadenze, poiché in giurisprudenza si è sostenuto che gli assegni di separazione e divorzio, essendo pagati con scadenza inferiori all'anno, sono da ritenersi assimilabili a pensioni alimentari, che soggiacciono per l'appunto alla prescrizione di cinque anni dalle singole scadenze (vedi, da ultimo, Cass. Civ., I sezione, sentenza n. 13414/2010). Alla luce di queste osservazioni, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere nella citata sentenza osserva che la prescrizione ex art. 2948 c.c. inizia a decorrere dal momento in cui i singoli ratei sono dovuti.
 
Se vuoi una consulenza su questo argomento, clicca QUI.

lunedì 9 maggio 2016

Danni all'immobile: il diritto al risarcimento non si trasferisce in capo al nuovo proprietario senza un apposito patto di cessione!

In caso di alienazione di un immobile che abbia subito danni ad opera di terzi, a chi spetta il diritto al risarcimento del danno? A colui che era proprietario del bene quando i danni si sono verificati o a colui che è divenuto proprietario dello stesso dopo tale momento? Un primo orientamento della corte di cassazione sostiene che il diritto al risarcimento dei danni spetti al nuovo proprietario in quanto tale diritto gli sarebbe stato trasferito in sede di acquisto dell'immobile. Ne deriva che anche il diritto di agire in giudizio spetti al nuovo proprietario. Secondo questa linea di pensiero, quindi, il diritto al risarcimento dei danni avrebbe carattere accessorio rispetto alla titolarità del diritto reale. Il secondo filone di pensiero sostiene che il diritto al risarcimento non si trasmetta in sede di alienazione del diritto di proprietà di un bene che lo riguarda. La corte di Cassazione a sezioni unite ha accolto quest'ultimo orientamento con la famosa sentenza n. 2951/2016. Il diritto al risarcimento del danno non avrebbe carattere accessorio, bensì sarebbe autonomo rispetto al diritto reale e non si trasmette in sede di alienazione del primo. Questo non toglie che tale diritto possa essere ceduto al nuovo proprietario, ma in questo caso sarà necessario concludere un negozio di cessione del diritto ai sensi degli artt. 1260 ss. c.c. Se nel contratto di alienazione non vi è alcuna menzione del diritto di risarcimento del danno, si deve ritenere che il detto diritto sia rimasto in capo al vecchio proprietario.

Se desideri una consulenza completa su questo argomento clicca QUI.

venerdì 6 maggio 2016

STEPCHILD ADOPTION: LO STATO DELLA LEGISLAZIONE

L'art. 44 della legge n. 183/1984 disciplina la c.d. adozione in casi particolari. Si tratta di un istituto a cui è possibile ricorrere se non vi sono i presupposti per l'adozione piena e il minore non si trovi in stato di abbandono. La norma prevede ipotesi tassative in cui non ricorrono i requisiti fissati dall'art. 7 della legge succitata. Si richiede altresì il consenso dall'adottante, dell'adottando e dei genitori dell'adottando. L'adottante deve presentare apposita domanda al tribunale del distretto dove si trova il minore. Il giudice effettuerà i controlli sulla situazione economica del soggetto richiedente e la capacità di educare ed istruire il minore. La sentenza produrrà effetti più limitati rispetto al caso della adozione ordinaria. Il minore acquisterà infatti lo stato di figlio adottivo dell'adottante ma conserverà diritti e doveri verso la famiglia di origine. Non intratterrà rapporti di parentela con la famiglia dell'adottante verso il quale manterrà i diritti successori alla stessa stregua dei figli nati nel matrimonio. La norma non contiene riferimenti alle unioni omosessuali. E' stato merito della giurisprudenza ad occuparsi del problema negli ultimi anni.

Il primo precedente è costituito dalla sentenza del tribunale dei minorenni di Roma del 30-07-2014. Una pronuncia storica perché, per la prima volta, ha riconosciuto il diritto all'adozione ad una coppia lesbica. Nel provvedimento si legge che nell'interesse del minore è stata accolta la domanda di adozione di una donna che conviveva con la madre biologica della bambina. La nascita era avvenuta mediante un procedimento di procreazione assistita in Spagna dove le due donne avevano contratto matrimonio. Nell'ordinamento italiano la piccola poteva acquisire soltanto lo stato di figlia naturale. In realtà, al di là dello stratagemma normativo, la bambina costituiva prodotto dell'unione di una componente maschile e di una femminile ma in laboratorio. Le persone dello stesso sesso non possono procreare. L'impedimento non è fisico bensì psicologico. Negli soggetti omosessuali gli organi riproduttivi si attivano con soggetti dello stesso sesso e non con i soggetti del sesso opposto rendendo di fatto impossibile l'accoppiamento e quindi la riproduzione. Il concedere ad una coppia di omosessuali o di lesbiche adottare un figlio significa negare a quest'ultimo il diritto di crescere in un ambiente in cui è presente un padre e una madre con inevitabile nocumento per lo sviluppo psichico della prole. Ci sono elementi di tipo affettivo che soltanto un padre e una madre sono in grado di fornire. Con la stepchild adoption si cerca di imprimere il marchio del diritto positivo su una situazione innaturale e patologica (l'impossibilità psichica della riproduzione con persone del sesso opposto). In termini più precisi, per stepchild adoption si intende la possibilità di adottare da parte di uno dei componenti di una coppia del figlio, naturale o adottivo, del partner. Il tema è molto delicato poiché non risolve il problema innescato dalla condizione di omosessualità tanto che ogni riferimento alla stepchild è stato eliminato dal d.d.l. Cirinnà, con cui è stato concretizzato il tentativo di creare un rapporto civile in concorrenza con il matrimonio come società naturale. E poiché i soggetti gay non sono in grado di procreare secondo quanto sopra illustrato, essi non possono dare vita ad una società naturale. Il diritto degli omosessuali di essere genitori si scontra con la impossibilità psichica degli stessi di concepire in modo naturale cedendo davanti al diritto dei minori di crescere in un ambiente sano e protetto composto da un padre e una madre.

Nonostante le nette avversioni della maggioranza del mondo politico e civile alla stepchild adoption, alcune corti hanno cercato di bypassare il problema attraverso l'ermeneutica giuridica. Il tema è stato affrontato dalla Corte di Appello di Milano del 16-10-2015. Due donne italiane si erano sposate in Spagna e avevano ottenuto in adozione una bambina concepita da una di esse ingravidata dal seme maschile di un donatore. Le due donne si sono poi separate e secondo la legge spagnola hanno proceduto al divorzio (!). Una di esse ha chiesto alla Corte di Milano il riconoscimento della sentenza del tribunale spagnolo dell'adozione e dell'accordo di separazione. Di fatto, però, quella bambina è stata privata del diritto di avere un rapporto con il genitore maschile dal cui seme unito a quello della madre naturale essa era nata! La corte, senza considerare i danni psicologici derivanti dalla permanenza in un menage lesbico, accoglieva le richieste della donna, ritenendo che in tal modo alla bambina fosse riconosciuto un insieme di diritti superiore a quelli ottenibili ex art. 44 della legge n. 183/1984. La medesima logica viene ribadita dalla Corte di Appello di Roma con la sentenza del 23-12-2015. La pronuncia privilegia il rapporto tra la minore e l'adottante senza considerare il suo diritto ad essere allevata in una famiglia che comprendesse anche la parte maschile. Benché tale sentenza abbia accertato la capacità educativa nelle due donne lesbiche, essa non prende in considerazione i possibili pregiudizi che recenti studi di psicologi hanno evidenziato elevando ai canoni della normalità una situazione che, di fatto, non è normale.

Dal punto di vista riproduttivo il gay è parificato al soggetto incapace, anche solo per motivi psichici, di procreare. Una sentenza del tribunale romano del 30-12-2015 ha riconosciuto per la prima volta l'adozione incrociata. Entrambe le lesbiche erano state inseminate in modo artificiale in Danimarca. Al di là delle aperture della giurisprudenza, la stepchild non è prevista dalla legge e dubitiamo che le forti radici cattoliche in Italia si piegheranno davanti alle logiche delle lobby gay che spingono il nostro sistema verso una direzione che è in contrasto con precisi valori etici e morali. Chi nega la condizione patologica dei gay deve cedere davanti alla impossibilità procreativa che li caratterizza. I loro organi sessuali sono funzionanti ma si attivano, sulla base di precisi impulsi psichici, con lo stesso sesso rendendo di fatto impossibile la procreazione. A chi è convinto che il fine ricreativo debba essere distinto da quello sessuale inteso come piacere derivante dal rapporto intimo, si oppone la considerazione per la quale in natura il piacere del rapporto sessuale costituisce un incentivo alla procreazione per la prosecuzione della specie. Il tentativo di superare tutte queste obiezioni con presunti concetti di nuovi moduli familiari naufraga davanti al muro del diritto naturale che non può essere superato dal punto di vista positivo assurgendo a rango di civiltà menage che sono in palese contrasto con essi. L'omosessualità dunque non è una tendenza ma una condizione patologica che impedisce la riproduzione allo stesso modo delle altre patologie che impediscono ad una coppia di procreare. La maggioranza degli psicologi sono concordi nel ritenere che l'omosessualità sia una patologia e che quindi debba e possa essere curata.

Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell'Unione dei giuristi cattolici italiani, ha dichiarato: L'omosessualità è una malattia. È stata depennata dal manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali non per motivi scientifici.  Come si sa, vi sono anche delle terapie, le terapie dette riparative per gli omosessuali. Le dichiarazioni sono state rilasciato nel corso della puntata di Unomattina, andata in onda il 20-08-2013. Il riferimento alle discriminazioni che i fautori dei diritti dei gay spesso sottolineano non tengono conto di una situazione molto più complessa che non potrà essere risolta riconoscendo in via legale agli omosessuali il diritto di adozione. Il tema divide ancora oggi la comunità degli psicologi, tra chi sottolinea i forti traumi emotivi subiti dai bambini e chi invece li nega. - Avv. Luigi Carfora